Un candelabro dal design iconico.
Era il 1958, quando Gino Sarfatti disegnò la lampada per Arteluce, l’azienda che fondò nel 1939 e che venne venduta a Flos nel 1974. L’ispirazione è chiara, quasi ovvia: un candelabro.
Quel che non era ovvio, ne semplice, era la modernità, per quegli anni, con la quale il designer voleva riposizionare il concetto stesso di candelabro.
Dalla struttura in acciaio centrale si diramano i bracci in ottone che sorreggono le sorgenti luminose direzionate verso l’alto, come un vero candelabro vorrebbe. L’audace scelta stilistica di lasciare visibili i cavi di collegamento elettrico tra il corpo centrale e le lampadine, conferì alla lampada l’unicità che merita. 2097, nonostante i suoi 65 anni di età, è un pezzo ancora attuale capace di arredare oltre che illuminare e tutto si può dire, tranne che non faccia entrambe le cose in maniera piuttosto evidente.